I Gotan project e il Guerrilla Tango
Eventi
Scritto da bhangy   
Martedì 20 Aprile 2010 12:11
tango-gotan-project
Lo stile è quello dei rave party, ma alle serate di «tango illegal» non ci sono sostanze da sballo. Solo una gran voglia di ballo.
Tutto inizia con un sms di convocazione in un luogo che rimane segreto fino all’ultimo. Poi, all’orario convenuto, spuntano un iPod e due grandi casse. Un attimo dopo è la volta dei «tangueros», coppie di ballerini che occupano strade, piazze e vicoli volteggiando sulle note della loro musica preferita.
Spiega Philippe Cohen Solal dei gotan Project:
«Chi scende in strada a ballare, a Milano come a Oslo o a Parigi, non sono certo i ballerini professionisti. Quelli che prendono possesso delle piazze di notte sono i nuovi seguaci di questo genere, che (mi prendo un po’ di merito) abbiamo riportato al centro della scena musicale. Rispettando il sound della tradizione con un’aggiunta di elettronica per solleticare le orecchie dei più giovani»

Così, una musica nata in Argentina è diventata trendy nei club più eleganti di New York e Londra. A ribadire la leadership dei Gotan in quell’area musicale chiamata tango elettronico sta per uscire (intorno al 20 aprile) Tango 3.0, un disco con le carte in regola per sbancare le classifiche internazionali, come sottolinea Cohen Solal:

«Per mettere mano a una musica così complessa e contaminarla con l’elettronica o il blues americano occorre essere credibili. In Argentina l’establishment del tango ci ama, perché il suono dei nostri cd ha coinvolto molti adolescenti che consideravano questo sound un residuo del passato. Ovviamente la parte più snob della critica ci odia, ma il tango è patrimonio del popolo, di chi lo balla, non dei recensori o dei puristi»

Anche perché di puro nel tango non c’è proprio niente. Spiega Philippe:
«è una contaminazione tra ritmi africani, sudamericani ed europei. E in origine, all’inizio del Ventesimo secolo, era la colonna sonora dei cattivi ragazzi di Buenos Aires, degli sfregiati nelle risse selvagge tra portuali. L’alta borghesia argentina ne stava alla larga con la puzza sotto il naso. Ma siccome quel che succedeva a Parigi era sinonimo di chic e glamour, i ricchi argentini se ne riappropriarono come se fosse cosa loro»
A tutti gli appassionati di Tango consigliamo inoltre uno stupendo Libro:  "Avvolgersi in un tango" di Pietro Galioto
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